Una universit (dal latino universitas, -atis) un'istituzione costituita da un gruppo di strutture scientifiche finalizzate alla didattica e alla ricerca. Le universit attribuiscono dei titoli accademici che si conseguono a sguito di corsi cui si accede dopo aver terminato gli studi secondari. Fin dall'antichit sono esistite istituzioni di questo tipo che possono farsi risalire all'Accademia platonica oltre ai vari simposi culturali presenti in Grecia (i pi celebri dei quali sono letera di Alceo e il taso di Saffo). In epoca romana le scuole di insegnamento superiore precorritrici delle attuali universit erano quelle di diritto (attive a Beirito fin dal II secolo) organizzate secondo cicli di studio prestabiliti (generalmente della durata di quattro anni). Nell'alto medioevo grande prestigio ebbe la Schola medica salernitana, da alcuni considerata la prima universit. Il termine "universit" designa tuttavia un preciso modello culturale che ha le sue origini nelle chiese e nei conventi europei, dove, attorno all'XI secolo, iniziarono a tenersi lezioni, con letture e commento di testi filosofici e giuridici. Presso i conventi pi prestigiosi, o attorno a grandi personalit ecclesiastiche, varie categorie di docenti e studenti cominciarono ad organizzarsi in corporazioni o "universitates". Indice [nascondi] 1 Storia 2 L'universit italiana 3 Il problema della "meritocrazia" nell'Universit Italiana 4 Le universit a livello europeo 5 Le universit in Italia e nel mondo 6 Voci correlate 7 Links esterni 8 Bibliografia 9 Altri progetti Storia [modifica] Per approfondire, vedi la voce Nascita delle Universit nel XII secolo. Nel XII secolo la Chiesa era divenuta la guida intellettuale, spirituale e culturale del mondo. Questo nuovo importante ruolo fu la conseguenza del lavoro di riappropriazione del bagaglio culturale ereditato dal mondo antico, greco-romano, soprattutto attraverso il contatto tra lEuropa ed il mondo arabo. Cominciarono a tenersi lectiones magistrales in cui si discuteva prevalentemente di filosofia aristotelica, la parte pi sistematizzata del sapere dell'antichit. Queste lezioni si diffusero rapidamente in Europa, acquistando ben presto il carattere di vere e proprie riunioni assembleari, tanto frequentate che richiesero ben presto una organizzazione pi razionale. Esse vennero perci regolamentate e protette da bolle imperiali e papali. A Bologna, dall'istituzionalizzazione di uno di questi primi nuclei, nasce l'Alma mater studiorum (tale denominazione stata sostituita a quella ufficiale data dal Ministero, "Universit degli studi di Bologna", con decreto rettorale del 2000, e recentemente "Alma mater studiorum - Universit di Bologna" tornando al nome tradizionale). L'Universit di Bologna considerata la pi antica universit del mondo occidentale. Non nota una data certa di fondazione e il 1088 stato scelto convenzionalmente nell'Ottocento da un comitato di storici guidato da Giosue Carducci per festeggiarne l'ottocentesimo anniversario. Una data certa il 1158, quando Federico I promulga la costitutio habita, a sguito della quale l'universit diventa un luogo in cui la ricerca si sviluppa in modo indipendente da ogni altro potere. La presenza di numerosi studenti stranieri a Bologna (tuttora i fuorisede costituiscono la maggioranza della popolazione studentesca) conduce alla creazione di associazioni, chiamate appunto "universitates", costituite dagli studenti a tutela dei propri diritti. Sorgono cos prima due universitates, quella dei citramontani (o italiani) e quella degli ultramontani. Con l'aumento degli studenti si produce una suddivisione prima in "nationes" (romani, campani, toscani e lombardi), poi in "subnationes". Queste ultime ammontavano a ben 17 nel XII secolo per gli italiani a 14 per gli ultramontani. Prima della fondazione dell'Alma mater studiorum, esisteva a Salerno gi da almeno un secolo la Schola medica salernitana: istituzione accademica che godeva di grandissima fama ma ebbe una vita discontinua. Secondo alcuni storici, inoltre, l'Universit di Pavia sarebbe pi antica di quella di Bologna, poich sorta da una cattedra di diritto presente da circa duecento anni prima. Un'universit istituita di proposito, pubblica, e non sorta quindi da preesistenti scuole di diritto e retorica o nuclei sorti privatamente dall'accordo informale di discepoli e maestri, stata la prima delle cinque universit di Napoli, voluta nel 1224 da Federico II e a lui intitolata nel 1987. Pochi anni dopo sorse l'Universit di Padova, attorno a un nucleo di studenti costituitosi in uno studium a Vicenza nel 1222 a sguito di contrasti sorti con le autorit locali a partire dal 1204 e successivamente trasferitosi. Il successo dell'Universit di Bologna induce clero e governanti a moltiplicare le scuole e ad assumerne il controllo. Tutte le grandi universit del XII secolo nascono per aggregazione, ufficializzata da atti governativi ed ecclesiali, di collegi e cattedre. Cos, nel corso del '200 e del '300, negli stati europei vengono attivati numerosi istituti di istruzione superiore, anche se molti di breve vita. Ad esempio nel 1180, con due decreti di papa Alessandro III, nasce il primo nucleo dell'Universit di Parigi; ai decreti seguono un privilegio di Filippo Augusto del 1200, un concordato del 1206 e l'assegnazione degli statuti ufficiali del legato del Papa nel 1215. Nel 1167 re Enrico II d'Inghilterra richiama da Parigi un gruppo di studenti per fondare l'Universit di Oxford, la cui fondazione ufficiale risale al 1284. Nel 1218 viene fondata in Spagna l'Universit di Salamanca, che nel corso del XVI secolo fu, con 6700 studenti, la pi grande d'Europa. Da quest'universit pass gran parte della cultura scientifica araba, prima di diffondersi nellEuropa centrale. Anche l'ateneo fridericiano nasce in contrapposizione a quello bolognese, a sguito di contrasti tra l'impero romano e il papato. Nel 1290 viene fondata l'Universit di Coimbra, la prima del Portogallo e sempre nello stesso anno ,in Italia , nasce quella di Macerata. Nel XIV secolo una preparazione teorica era ormai indispensabile per ricoprire gli incarichi di podest nei comuni e per lo svolgimento delle professioni forensi e notarile. Il 20 aprile 1303 papa Bonifacio VIII emana la bolla di istituzione a Roma di uno studium da cui avr origine l'odierna universit La Sapienza. Uno dei criteri che trasforma un'istituzione accademica in universit la trasformazione da "studio particolare", cio che rilascia titoli a nome dell'autorit locale, in "studio generale", con validit dei titoli conferiti estesa a tutto il mondo cristiano o comunque all'intera nazione in cui situata l'universit. Ad esempio da un frammento degli statuti di Camerino, redatto presumibilmente nel 1355, pare che fossero attivi corsi di diritto canonico e civile, medicina e lettere, mentre la teologia veniva insegnata nei rispettivi conventi dai lettori agostiniani e domenicani. Lo status di universit viene raggiunto nel 1377 con l'attribuzione di "studio generale" da parte di papa Gregorio XI. Nella seconda met del 1300 dall'Italia e dalla Spagna la cultura universitaria si diffonde verso l'Europa centrale e orientale. Nel 1348 viene fondata l'Universit di Praga, nel 1364 l'Universit Jagellonica a Cracovia, nel 1365 l'Universit di Vienna e nel 1367 l'Universit di Pcs, in Ungheria. Nel 1386 nasce la prima universit tedesca, l'Universit di Heidelberg. Nel nuovo mondo la prima universit la Universidad Nacional Mayor de San Marcos (Lima , Peru), istituita nel 12 maggio 1551. La fondazione di universit nelle colonie britanniche relativamente recente: l'universit della Pennsylvania viene fondata nel 1749 e quella di Sydney nel 1850. Vedi anche: Lista delle pi antiche universit tuttora in attivit L'universit italiana [modifica] Il Regno Sabaudo emana nel 1848 la prima legge organica di riforma degli studi superiori (detta legge Boncompagni), di indirizzo centralistico e laicistico. La legge prevede un controllo governativo delle scuole di ogni ordine e grado, sia statali sia libere, attraverso il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, cui competono gli ordinamento degli studi, i piani didattici, l'approvazione dei programmi dei corsi e dei libri e dei trattati adottati. La legge elimina anche il nulla osta vescovile per la nomina dei professori. Con la legge 22 giugno 1857 e con il successivo regolamento furono aboliti i consigli universitari e i loro compiti affidati ai rettori e, per le parti di competenza, ai consigli di facolt. Allo scopo di centralizzare e uniformare le varie realt del regno in via di formazione, con il Regio Decreto n. 3725 del 13 novembre 1859 (Legge Casati) e relativo regolamento venne rinnovata profondamente tutta la materia della pubblica istruzione. Viene introdotta l'obbligatoriet e la gratuit scolastica per i primi due anni per maschi e femmine. Per l'universit, si introduce la nomina regia per i docenti ordinari, straordinari e i membri delle commissioni che devono esaminarli. Le legge istitu a Milano un istituto tecnico superiore (il futuro Politecnico), che conferiva i diplomi di ingegnere agronomo e meccanico. La legge Casati, variamente integrata ed emendata, costituir l'orientamento dell'istruzione del Regno d'Italia sino alla riforma di Giovanni Gentile del 1923. Dal 1860 al 1861 Ministro dell'Istruzione Terenzio Mamiani. Con l'aumentare degli stati annessi al Regno di Sardegna nel processo di unificazione nazionale aumentava anche il numero di universit. L'annessione di gran parte dello Stato Pontificio apport al Regno le universit di Bologna, Ferrara, Urbino, Perugia, Macerata e Camerino. Universit molto diverse tra loro per potenzialit e mezzi fatto che indusse molti a chiedere la soppressione di quelle minori accusate di poca seriet e di fare concorrenza alle pi importanti con il ribasso delle tasse. Giosu Carducci, Gobetti ed altri ancora si espressero in questo senso. In particolare, il senatore e professore di fisica dell'Universit di Pisa Carlo Matteucci, aveva avuto la fortuna di conoscere a Parigi Humboldt, afferm: poche universit...., ma buone!!, intendendo esprimere la preoccupazione di mantenere allo Stato grandi istituti scientifici di importanza nazionale senza disperdere nelle autonomie l'istruzione superiore. In un suo disegno di legge, presentato al Senato 1861, individuava nell'eccesso degli istituti, creati in ogni Stato della penisola in concorrenza gli uni con gli altri, con la conseguente dispersione degli uomini migliori, e nella ricerca di originalit nelle forme di organizzazione, il difetto principale delle istituzioni universitarie italiane e propone di costituire pochi e completi centri di studi superiori, gli unici abilitati a rilasciare le lauree, nei quali si raccogliessero i docenti pi affermati, le collezioni pi ricche e le migliori dotazioni per la ricerca e le applicazioni pratiche. Nel 1861, alla proclamazione del Regno d'Italia, sotto il governo Cavour, Francesco De Sanctis diventa il primo Ministro della Pubblica Istruzione dell'Italia unita, carica che manterr anche sotto il governo Ricasoli fino al 1862. De Sanctis present al Senato, nel 1862, una proposta di legge sull'istituzione di scuole normali per la preparazione dei docenti di ginnasi e licei. Egli si ispirava ad esempi come l'cole normale di Parigi, i liberi seminari in Germania, il "seminario filologico" di Pavia e la Scuola Normale Superiore di Pisa. Il progetto, di soli cinque articoli, proponeva l'istituzione presso alcune universit di scuole normali superiori, in cui l'insegnamento sarebbe stato affidato, con una piccola indennit aggiuntiva, agli stessi docenti universitari. Nel 1862 Carlo Matteucci viene nominato Ministro della Pubblica Istruzione, incarico che manterr fino al 8 dicembre dello stesso anno. Nel 1862, la legge predisposta da Matteucci e dal matematico Francesco Brioschi, suo collaboratore, stabil che la direzione amministrativa e disciplinare fossero affidate al Consiglio accademico, organismo collegiale composto dal rettore e dai presidi delle facolt. Si divisero inoltre le universit italiane in due categorie, con una sensibile differenza nel trattamento economico dei professori, pi elevati ai professori delle universit di primo ordine e pi modesti nelle altre. Gli insegnamenti rimasero per uguali, cos come le tasse dovute dagli studenti. Il 1868 assume la carica di Ministro della Pubblica Istruzione sotto il Gabinetto di Luigi Menabrea, Emilio Broglio, che la ricoprir fino al 1869. Broglio emana un nuovo "Regolamento universitario" tendente ad armonizzare quello di Brioschi e Matteucci con lo spirito della legge Casati. In esso, le facolt, pur essendo suscitatrici di libera cultura, dovevano altres provvedere ai fini professionali. Nel 1872 vengono soppresse le facolt di Teologia delle Universit del Regno. Questo fatto, oltre a vari episodi come la destituzione di professori che si rifiutarono di giurare fedelt al re ed allo Stato italiano culminati il 12 marzo 1876 con la chiusura dell'universit di Palazzo Altemps a Roma, costituita dai professori che avevano rifiutato il giuramento di fedelt al re, costituisce la base delle spinte per la fondazione di un'universit cattolica, che si vedranno concretizzate solo nel 1921 con l'inaugurazione dell'Universit Cattolica di Milano e poi nel 1924 dell'Universit Cattolica del Sacro Cuore. Il 1873 diventa ministro Ruggero Bonghi che rimarr in carica fino al 1876. Il 25 marzo 1876 il ministro Michele Coppino succede a Bonghi, rimanendo in carica fino alla fine del 1877. Nel 1873, diverse scuole veterinarie del Regno d'Italia furono autorizzate a rilasciare la laurea in Zooiatria, che fino a quel momento era prerogativa esclusiva della Scuola veterinaria di Parma. Al tempo, la zooiatria e la zootecnica erano considerate attivit strategiche per gli stati, oltre che per le necessit delle attivit agricole e di allevamento, soprattutto per gli usi militari della cavalleria. Con decreto del 21 gennaio 1874, vengono create "Scuole Normali" presso le universit di Napoli, Roma, Padova e Torino. Nel gennaio 1881, dopo ripetute richieste, entra nel governo come ministro della Pubblica Istruzione il medico Guido Baccelli, che ricoprir il mandato fino al 1884, poi nuovamente dal 1893 al 1896 e infine tra il 1898 e il 1900. Nel 1888 diventa ministro Paolo Boselli che rimarr in carica fino al 1891. Gli succede Pasquale Villari, in carica fino al 1892. Dall'inizio del Novecento, con la diffusione del movimento socialista si cre in Italia una fitta rete di "Universit popolari". Queste avevano lo scopo di diffondere l'istruzione e la cultura a livello popolare, agendo come elementi di stimolo per una piena cittadinanza politica e culturale. Per quanto non riconosciute ufficialmente come istituti di istruzione, le universit popolari rappresentavano, in un certo senso, il ritorno alle origini della cultura universitaria. L'avvento del fascismo ne decret la chiusura. Il 15 giugno 1920 Benedetto Croce viene nominato Ministro della Pubblica Istruzione, carica che manterr fino al 1921. Nel 1923, sotto la guida del ministro Giovanni Gentile viene varata una riforma dell'Universit. La riforma si imperniava sul liceo classico come scuola "principale", che dava accesso a tutte le facolt universitarie. Il ginnasio era concepito come la via da percorrere, dopo gli studi elementari, da parte delle future classi dirigenti. Il ginnasio infatti preparava a tutti i gradi di istruzione secondaria, tra i quali primeggiava, il liceo classico, che, fornendo la pi ampia cultura generale, era l'unico che permetteva l'accesso a tutte le facolt universitarie. Il decreto Gentile, prevede inoltre l'esistenza di universit libere, vincolando il riconoscimento giuridico e il valore legale dei titoli di studio all'adeguamento degli ordinamenti al disposto della stessa legge. Tra queste vi erano Perugia, Urbino, Camerino e Ferrara. Sempre nel 1923, viene costituito il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR); per la prima volta, l'Italia ha un ente di coordinamento e promozione della ricerca su scala nazionale parallelo alle universit. Il primo presidente il matematico Vito Volterra. Nell'anno accademico 1931/32 gli studenti iscritti alle universit italiane erano 47 614. Nel 1931 viene imposto ai professori universitari il Giuramento di fedelt al Fascismo. Sotto ricatto, su oltre milleduecento accademici, soltanto dodici opposero un rifiuto. Furono Ernesto Buonaiuti, Marco Carrara, Fabio Luzzatto, Francesco Ruffini, Edoardo Ruffini, Giorgio Levi Della Vida, Gaetano De Sanctis, Vito Volterra, Bartolo Nigrisoli, Lionello Venturi, Giorgio Errera e Piero Martinetti, che furono esclusi dall'insegnamento universitario. A questi va aggiunto Giuseppe Antonio Borgese che al momento dell'imposizione del giuramento era negli Stati Uniti dove decise di rimanere rinunziando alla cattedra di Estetica presso l'Universit di Milano. Nel 1935, gli istituti superiori di agricoltura, fino ad allora dipendenti dal Ministero dell'agricoltura e delle foreste, passarono al Ministero della pubblica istruzione e divennero facolt universitarie di Agraria. Nel 1938, a causa delle leggi razziali, numerosi professori, assistenti e studenti furono esclusi dall'Universit in quanto ebrei. L'Italia perse alcune delle sua menti pi brillanti, come Emilio Segr, Enrico Fermi, Giuseppe Levi, Salvador Luria, Silvano Arieti, Bruno Rossi e Franco Rasetti, costretti a lasciare il paese. Nell'anno accademico 1941/42 gli studenti iscritti alle universit italiane erano 145 793; le donne non superavano il 15-20% del totale. Nel dopoguerra, gli atenei riprendono lentamente la loro normale attivit, conservando tuttavia, il rigido ordinamento imposto dal fascismo. Il diritto all'autonomia universitaria viene previsto dall'art. 33 della Costituzione dove riconosciuto alle istituzioni di alta cultura, universit e accademie, il diritto di darsi ordinamenti autonomi. In realt, soltanto nel clima dei governi di centro-sinistra agli inizi degli anni 60 viene elaborato un piano organico di riforma, il progetto Maranini-Miglio, che verr attuato nel 1969. Per l'autonomia, occorrer invece attendere gli anni '90. Nell'anno accademico 1951/52, gli studenti iscritti alle universit italiane erano 226 543. In Italia, nel 1967 appaiono i primi episodi di rivolta studentesca con l'occupazione dell'Universit Cattolica di Milano, nata peraltro da motivi pratici, in particolare dall'aumento delle tasse di iscrizione deliberato in estate dal senato accademico. L'anno successivo il movimento degli studenti, allargatosi alle Universit di Stato, coinvolse anche le scuole secondarie. Tra le rivendicazioni, si trova un decisa critica ai vecchi organi di rappresentanza degli studenti. Sotto la spinta della contestazione studentesca, con il decreto del presidente della Repubblica n. 1236 del 31 ottobre 1969, viene varata la prima grande riforma universitaria del secondo dopoguerra, che, in particolare, liberalizzava gli accessi eliminando il vincolo imposto da Gentile sul passaggio attraverso i liceo classico. Con la Legge n. 168 del 9 maggio 1989, viene creato il creato il Ministero dell'universit e della ricerca scientifica e tecnologica (MURST), separando cos l'attivit delle universit da quella delle istituzioni di istruzione preparatoria, primaria e secondaria. Nell'anno accademico 1991/92, gli studenti iscritti alle universit italiane erano 1 474 719. Verso la fine degli anni '90, un forte impulso alla trasformazione dell'universit in "senso europeo" (per quanto il termine sia stato usato in sensi molto spesso contrapposti), viene dato dalla riforma che introduce l'autonomia degli atenei. La riforma rimodella anche i corsi di studio, introducendo la cosiddetta formula del 3+2, basata sul modello angloamericano (legge 15 maggio 1997, n. 127, attuata con decreto del Ministro dell'universit e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509). L'autonomia didattica introdotta consente ai singoli atenei e agli organi collegiali di stabilire: la denominazione e gli obiettivi formativi caratterizzanti i corsi di studio; i criteri d'accesso (accesso libero, numero programmato, accertamento delle competenze iniziali vincolante o orientativo); la tipologia delle attivit formative e il corrispondente numero di Crediti Formativi Universitari (gi sperimentati per i programmi di scambio Socrates/Erasmus con il progetto "ECTS", European credit transfer system); l'individuazione di forme alternative di didattica, come quelle a distanza; la modalit di svolgimento di attivit curriculari di tipo professionalizzante (laboratori, tirocini interni, stages etc.); le modalit della prova finale per conseguire il titolo di studio. La riforma si propone di garantire la libert a ogni singolo ateneo di costruire percorsi di studio adeguati alle esigenze della locale realt economica e sociale. In ogni caso, i percorsi di studio progettati delle singole universit devono rispettare alcuni criteri generali in termini di obiettivi da raggiungere e di aspetti generali delle attivit formative, definiti a livello nazionale. Per tal motivo sono state introdotte, con successivi decreti ministeriali, le cosiddette classi (42 di laurea, 104 di laurea specialistica, 4 di laurea e 4 di laurea specialistica per le professioni sanitarie, 1 di laurea ed 1 di laurea specialistica per la formazione di ufficiali militari). Per ogni classe sono definiti gli obiettivi formativi qualificanti, comuni a tutti i corsi di studio attivati dagli atenei in riferimento alla medesima classe, e i titoli di studio afferenti alla medesima classe hanno identico valore legale (il valore legale non va confuso con il valore abilitante; alcune lauree sono infatti direttamente abilitanti non necessitano cio del previo superamento di apposito esame di Stato atto ad accertare l'idoneit professionale a determinate e specifiche professioni sanitarie, e parimenti ai sensi della legge 53/2003 possono essere attivati, in convenzione con il Ministero, corsi di laurea a numero chiuso abilitanti all'insegnamento secondario). Sotto il governo D'Alema, la struttura organizzativa della ricerca scientifica e dell'istruzione superiore si rinnova e, con il Decreto Legislativo 30 luglio 1999, n. 300, il Ministero della Pubblica Istruzione (MPI) e il Ministero dell'Universit e della Ricerca Scientifica e Tecnologica (MURST) si riunificano nel Ministero dell'Istruzione, dell'Universit e della Ricerca (MIUR). Riunificazione che entr in vigore con il secondo governo Berlusconi, formatosi nel 2001. Nel 2006, col secondo Governo Prodi, il Ministero dell'Istruzione verr nuovamente diviso da quello dell'Universit riprendendo le vecchie denominazioni di Ministero della Pubblica Istruzione e di Ministero dell'Universit e della Ricerca. Attualmente (maggio 2007) il Ministro dell'Universit e della Ricerca l'on. Fabio Mussi (Sinistra democratica). Il problema della "meritocrazia" nell'Universit Italiana [modifica] L'Universit Italiana caratterizzata dalla mancanza del principio di meritocrazia nella selezione del personale docente e ricercatore, cioe' nel non selezionare in base all'abilita' del docente piuttosto in base alla sua fedelta', come riconosciuto anche dall'attuale ministro Fabio Mussi (Intervista al quotidiano "il Messaggero" del 21 Giugno 2007 [1]. Il sistema universitario stato soggetto ad una serie di riforme negli ultimi anni che pero' non hanno modificato in maniera sostanziale il metodo di selezione del personale, che da luogo a fenomeni di corruzione diffusa (vedi parentopoli [2]). Il principale problema e' la mancanza del principio di responsabilita'. La commissione esaminatrice, scelta a livello nazionale, seleziona il personale docente con regole decise ad hoc di volta in volta dalla commissione, che poi viene sciolta al termine del concorso. Se quindi in un dipartimento universitario il personale docente non e' adeguato, la responsabilita' non e' del direttore del dipartimento o del Rettore, ma di una serie di commissioni esterne le cui responsabilita' sono in pratica impossibili da rintracciare. Le universit a livello europeo [modifica] L'obiettivo di armonizzare tra loro i sistemi formativi europei, gi nei sogni dei fondatori della C.E.E. e dell'U.E. non ha avuto modo di realizzarsi, se non attraverso trattati intergovernativi (diversi dai patti del'U.E.). Uno di questi ha riguardato l'equiparazione dei cicli universitari nel conosciuto 3+2. Nell'accordo di Sorbona del 1998 Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna hanno firmato per raggiungere questo obiettivo e l'anno successivo a Bologna gli altri stati membri e paesi satelliti hanno accettato questa convenzione. Sono anche altri i progetti che si pongono come obiettivo la condivisione di saperi ed esperienze tra paesi europei, soprattutto grazie a scambi di singoli individui (vedi Progetto Erasmus e Progetto Leonardo Da Vinci) e altri progetti di cooperazione internazionale. Le universit in Italia e nel mondo [modifica] Universit in Italia Universit in Belgio Universit in Canada Universit in Cile Universit in Corea del sud Universit in Francia Universit in Germania Universit in Giappone Universit Pontificie Universit in Quebec Universit nel Regno Unito Universit negli Stati Uniti Universit in Svizzera Classifica accademica delle universit mondiali Voci correlate [modifica] Cariche accademiche Professore Rettore Ricerca Diploma universitario Facolt Istruzione superiore Laurea Laurea triennale Laurea magistrale Master universitario Dottorato di ricerca Dipartimento universitario Lista di universit Lista di accademici College Processo di Bologna: progetto di armonizzazione dei sistemi di istruzione superiore di 29 stati. Fondazione Rui Links esterni [modifica] Associazione Italiana per la Ricerca Guida gratuita alle Universit italiane e alle maggiori estere Bibliografia [modifica] Giglioli P., "Baroni e burocrati. Il ceto accademico italiano", Il Mulino, Bologna, 1979 Gramsci A., Le universit italiane , in Gli intellettuali e lorganizzazione della cultura, Einaudi, Torino,1955. E. Campelli, Materiali per una storia della riforma universitaria , Critica sociologica, n 39-40, 1977 Miozzi U. M., Lo Sviluppo storico delluniversit italiana, Le Monnier, Firenze, 1993. Roberto Moscati, Universit : Fine o trasformazione di un mito ? Nuovi significati e funzioni nelle diverse italie, Il Mulino, Bologna, 1983. Roberto Moscati, I cicli brevi nellistruzione superiore. Esperienze straniere in una prospettiva italiana, Angeli, Milano, 1986. Roberto Moscati, La Profession acadmique en italie , dans E. Friedberg et C Musselin, Le gouvernement de luniversit. Perspectives comparatives, LHarmattan, Paris, 1992. Roberto Moscati, Cambiamento e resistenze al cambiamento nelluniversit italiana, Aut Aut , n260-261, 1994. Roberto Moscati, dir., Chi governa luniversit ? 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Riforma e ristrutturazione organizzativa nell'universit italiana, Rassegna Italiana di Sociologia", n. 3, 2003. Altri progetti [modifica] Wikisource Wikisource contiene alcuni canti universitari Servizio gratuito di orientamento Se devi scegliere a quale facolt iscriverti, con Cepu puoi individuare il tuo percorso di studi ideale. Ti forniremo un quadro generale di tutti i corsi di laurea attivi negli atenei italiani e delle reali prospettive di lavoro per aiutarti a capire, anche grazie ad appositi questionari di valutazione, dove orientarti per valorizzare le tue attitudini ed aspirazioni professionali. Le decisioni per il tuo futuro sono solo tue, noi ti forniremo gli strumenti per prenderle con consapevolezza; il nostro servizio di orientamento ti dar delle risposte chiare e complete, aiutandoti ad indirizzarti verso un percorso che faccia incontrare le tue capacit ed aspettative con gli sviluppi del mercato del lavoro. Compila il form per richiedere informazioni pi dettagliate. 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